Combattimento
a mani nude
e kali
Corridoi, portoni, ascensori, tavolini di un locale. Nella maggior parte degli scontri reali non c’è spazio per una guardia larga e non c’è tempo per pensare. Questo corso lavora esattamente lì.
Poco spazio,
nessun preavviso
Le arti marziali si allenano quasi tutte a distanza media, dove c’è campo per vedere, misurare e caricare. Il problema è che uno scontro vero quella distanza la attraversa in mezzo secondo, e da lì in poi metà del repertorio smette di funzionare.
Il programma della Thieu Lam School contiene già tutto quello che serve per lavorare corti: le tecniche di gomito e ginocchio, le ventiquattro difese personali codificate, spazzate e proiezioni, la sensibilità a contatto del Vĩnh Xuân e le armi corte. Questo corso le mette in fila e le allena insieme, invece che una per volta.
Non è uno stile nuovo né un corso parallelo: è il modo in cui il programma della scuola viene applicato quando la misura si stringe.
Sei cose, in quest’ordine
Ogni voce esiste perché la precedente non è bastata. Si allenano separatamente, poi si incatenano, poi si prova a farle mentre qualcuno non collabora.
Chiudere la distanza
Il gesto che quasi nessuno allena. Entrare non significa lanciarsi: significa coprire la linea, togliere all’altro lo spazio per caricare e arrivare dove il suo colpo non ha più forza.
Nhập nộiMani, gomiti, ginocchia
A meno di un braccio il pugno pieno non c’è. Restano il gomito, il ginocchio, il palmo, l’avambraccio: armi corte, dure, che non si rompono e non chiedono spazio.
ChἿ & gốiSentire invece di guardare
Quando i corpi si toccano l’occhio arriva tardi. Gli esercizi a contatto del Vĩnh Xuân allenano a leggere la pressione sull’avambraccio e a rispondere prima di aver capito cosa sta succedendo.
Niêm thủSbilanciare
Spazzate, forbici, proiezioni: far perdere la struttura all’avversario è più efficace che colpirlo, e chi è a terra smette di essere un problema molto prima di chi è solo dolorante.
Quật & vậtIl bastone corto e il coltello
Il lavoro di kali: traiettorie brevi, cambi di mano, difesa contro arma bianca. Si affronta nei livelli avanzati, con armi da allenamento e protezioni, mai prima che il lavoro a mani nude regga.
Binh khí ngắnUscire
L’ultima tecnica è sempre la stessa: recuperare la distanza e andarsene. Chi resta a finire il lavoro non si sta difendendo, sta facendo un’altra cosa — e in genere finisce davanti a un giudice.
ThoátNon serve esperienza
Il corso è aperto anche a chi non ha mai fatto arti marziali. Non richiede flessibilità, non prevede calci alti e non prevede gare: si lavora su gesti brevi che funzionano anche stanchi e in poco spazio.
Funziona bene per chi rientra la sera da solo, per chi lavora nei locali o nella vigilanza, per chi prepara le prove fisiche dei corpi di polizia, e per chi in palestra ha costruito forza senza mai imparare a usarla.
Tre cose che diciamo subito
- Non è un corso lampo. Nessuno impara a difendersi in un fine settimana: servono mesi, e la costanza conta più del talento.
- Non è combattimento libero da subito. Il contatto cresce per gradi, con protezioni e con un compagno che sa cosa sta facendo.
- Non insegna ad attaccare. Tutto il programma è costruito per interrompere uno scontro e uscirne, non per vincerlo.
Vieni a vedere
com’è fatto
Si viene in tuta e scarpe da ginnastica. Nessun requisito atletico, nessun impegno: si decide dopo aver provato.
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Le domande che ci fanno sempre
Mi farò male?
Il contatto cresce per gradi e il compagno cambia spesso. Le cadute si imparano prima delle proiezioni, proprio perché nessuno si faccia male mentre impara.
Ho più di quarant’anni, ha senso cominciare adesso?
Sì. Diversi allievi hanno cominciato oltre i quaranta. Il programma della scuola si adatta alle caratteristiche di chi lo esegue: le tecniche che non funzionano su un certo fisico non vengono insegnate a quel fisico.
Che differenza c’è con il Viet Street Combat?
Il Viet Street Combat lavora sulla situazione: leggerla, gestirla con la voce e la postura, rispondere solo se serve. Questo corso lavora su cosa fa il corpo quando il contatto è già avvenuto. Sono complementari e molti allievi frequentano entrambi.
Devo comprare attrezzatura?
No, all’inizio no. Bastano tuta e scarpe da ginnastica pulite. Protezioni e armi da allenamento le mette la scuola.
Quante volte a settimana?
Due allenamenti sono il ritmo abituale. Uno solo è possibile, ma rallenta parecchio: in questo lavoro la ripetizione conta più che altrove.
Le prime lezioni sono gratuite
Furnari, Patti, Barcellona Pozzo di Gotto e Naso. Si entra in qualsiasi periodo dell’anno.