In breve
- Percorso A cinture
- Esperienza richiesta Nessuna
- Età minima 14 anni
- Sedi Tutte e tre
- Attrezzatura Nessuna all’inizio
La parte del programma che si impara per prima e si smette di allenare per ultima. Gesti brevi, poche linee, risposte che restano disponibili anche quando il respiro è corto e la testa non ragiona.
Le aggressioni reali cominciano quasi sempre con un contatto: un afferramento al polso o al bavero, una spinta, uno strattone. È da lì che parte il lavoro, non dal colpo lanciato a distanza.
La difesa personale è la porta d’ingresso più frequente alla scuola. Non richiede flessibilità particolare, non prevede acrobazie e non ha nulla a che vedere con la competizione.
Le tecniche vengono selezionate in base alla persona: una risposta che funziona per un uomo di novanta chili non è la stessa che funziona per una donna di cinquanta, e il programma tiene conto di questo fin dalla prima lezione.
La difesa personale non si studia davanti allo specchio. Si lavora a coppia, con intensità crescente e controllo costante: prima lento e annunciato, poi più veloce, poi senza sapere cosa arriva.
Il compagno cambia spesso, per abitudine a corporature diverse. Chi è più avanti lavora con chi ha appena cominciato: è il modo più rapido per capire se una tecnica funziona davvero o solo sulla carta.
Sono due cose diverse e spesso vengono confuse. La difesa personale è un’area del programma tradizionale, dentro il percorso a cinture. Il Viet Street Combat è un ramo a sé, pensato per la strada, che non prevede gradi né forme.
Si entra in palestra in qualsiasi periodo dell’anno. Porta abbigliamento comodo: al resto pensiamo noi.